Aggiornare Ubuntu da terminale

Aggiornare Ubuntu da terminale. Ecco i comandi da utilizzare

Aggiornare Ubuntu da terminale risulta più facile e rapido a differenza dell’ Ubuntu Software, ora vedremo tutti i comandi da utilizzare.

Linux gestisce i vari software attraverso pacchetti, unità individuali di software che contengono l’interfaccia utente, moduli, librerie. La maggior parte delle applicazioni si collega a molti pacchetti co-dipendenti e altri ancora vi consentono di scegliere quali pacchetti siano da installare e quali da tralasciare a vostra discrezione.

Ogni distribuzione Linux ha la sua singola gestione dei pacchetti, per la nostra cara distribuzione Ubuntu, c’è Advanced Packaging Tool. Possiede una serie di comandi che vi consentono di aggiungere repositories; effettuare delle ricerche, installare e rimuovere i pacchetti; ma anche simulare gli avanzamenti di versione ed altro. I comandi sono abbastanza facili da ricordare e usare, in modo che possiate gestire il software del vostro sistema in poco tempo!

APT richiede i permessi di amministrazione, dato che influisce su aspetti profondi del sistema, quindi in Ubuntu dovrete far preceder molti comandi con il suffisso “sudo.”

Aggiornare Ubuntu da terminale: differenza comandi apt-get update e apt-get upgrade

Qual è il comando corretto per aggiornare Ubuntu ed i suoi pacchetti? Che differenza c’è tra apt-get update e apt-get upgrade? La verità è che aggiornare Ubuntu da linea di comando richiede molteplici passaggi.

Aprire il Terminale

Questo articolo è incentrato sulla procedura per aggiornare Ubuntu ed i pacchetti installati da linea di comando. Per prima cosa, dobbiamo quindi aprire una shell testuale. Se state lavorando via SSH oppure con una edizione spiccatamente “server” (come Ubuntu Server), siete già davanti alla linea di comando, quindi andate oltre.

Se,invece,  state utilizzando Ubuntu per PC, cliccate sul menù e cercate terminale per lanciare rapidamente l’omonima applicazione.

Aggiornare manualmente Ubuntu ed i pacchetti installati

I comandi da impartire in sequenza per aggiornare Ubuntu da terminale e tutti i programmi installati tramite apt-get o Ubuntu software sono:

  1. sudo apt-get clean: ripulisce la cache locale dei pacchetti
  2. sudo apt-get update: scarica la lista aggiornata dei pacchetti e delle nuove versioni disponibili nei repository. Questo comando si limita a recuperare informazioni, ma, in concreto, non installa nulla
  3. sudo apt-get dist-upgrade -y: è il comando principale, poiché scarica ed installa le ultime versioni dei pacchetti, delle dipendenze ed, eventualmente, il kernel più recente. In ogni caso, non esegue mai l’avanzamento di versione (v. seguito)
  4. sudo do-release-upgrade: esegue l’avanzamento di versione, passando alla release di Ubuntu successiva (maggiori informazioni)
  5. sudo apt-get autoremove -y: rimuove tutti i pacchetti obsoleti e non più necessari

Da notare che, in questa sequenza, non abbiamo usato sudo apt-get upgrade -y. Al suo posto, è altamente preferibile sudo apt-get dist-upgrade -y: quest’ultimo, infatti, gestisce in maniera intelligente l’update delle dipendenze, scaricando e rimuovendo in modo più aggressivo i pacchetti al fine di garantire un aggiornamento in profondità.

Un altro comando popolare che non abbiamo usato e sudo apt full-upgrade: il motivo è che si tratta sostanzialmente dell’equivalente di sudo apt-get dist-upgrade -y, ma per il comando apt. Il risultato è, tuttavia, equivalente.

Differenza comandi apt-get update e apt-get upgrade

Il comando sudo apt-get update, ha il compito di aggiornare l’elenco dei pacchetti da tutte le repositories  in una sola volta. Ricordate di fare ciò ogni volta che aggiungete una nuova repository!

Come si aggiunge una repository? Utilizza il comando: sudo add-apt-repository [repository name here]

Invece, il comando sudo apt-get upgrade  vi dirà quanti e quali pacchetti debbano subire un aggiornamento e vi chiederà la conferma prima di continuare.
Ricordate che prima occorre aggiornare l’aggiornamentorimpiazzerà le versioni più vecchie dei programmi con le versioni più recenti. Questo è il processo di sostituzione; è richiesto lo stesso nome del pacchetto e la vecchia versione viene sostituita con quella più nuova.

Alcuni programmi non funzionano in questo modo. Questi richiedono un pacchetto con un nome leggermente diverso affinché possa essere rimosso ed un nome leggermente diverso per poter installare quello nuovo. Alcune volte la nuova versione di un programma richiede un nuovo pacchetto. In questi casi, dovrete usare dist-upgrade.

Conclusione

Essere in grado di gestire i pacchetti e il software installato attraverso la riga di comando, può farvi risparmiare del tempo. L’Ubuntu Software Updater è spesso lento e può essere difficoltoso aggiungere repositories e installare pacchetti attraverso il Software Center, specialmente se sapete già il nome del pacchetto.

Aggiornare Ubuntu da terminale è anche un sistema ideale per gestire il vostro sistema da remoto attraverso SSH. Non dovrete avere una interfaccia grafica funzionante o allacciarvi a VNC.

Dopo aver eseguito gli aggiornamenti da linea di comando è necessario eseguire il Reboot del sistema. Una buona idea lanciarlo per minimizzare i problemi e caricare l’ultima versione del kernel eventualmente appena installata

Non hai installato Ubuntu sul tuo pc? Cosa aspetti a farlo segui questa guida:

Ubuntu e Win10 in DualBoot. Come eseguire l’installazione.

 

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Autore Bartolomeo

Mi chiamo Bartolomeo Alberico, sono un consulente tecnico con la passione per il web e la tecnologia e tutto quello che le ronza intorno.
Nel tempo libero scrivo articoli per il mio blog su argomenti vari, in particolare su WordPress e SEO.

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